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Me

Bruce Chatwin diceva: la vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.

Il mio viaggio a piedi è iniziato nel, non troppo lontano, 1975. A Roma è iniziato. Da allora non ho mai smesso di camminare. sì, certo, ci sono stati dei momenti in cui il passo era incerto. Altri in cui invece la terra tirava indietro come su un tapis roulant. Ma bisogna assecondare quei momenti. Aspettare, sapere aspettare e ripartire con lo stesso passo. Arrivano presto o tardi i momenti in cui invece tutto sembra sfrecciarti al lato come se si vivesse dentro una macchina sparata ad altissima velocità. Allora si scende, si smette di stare con il naso schiacciato al finestrino e si mette la testa fuori. Come fanno i cani. Come fa chi ha un istinto. Come non facciamo noi che quell’istinto abbiamo sopito. Fai quindi scorrere l’aria, respira tutto se non riesci a vedere quello che corre via davanti i tuoi occhi. Insomma, usa tutti i sensi che hai per non perdere nemmeno un dettaglio.

Ma dopo molte righe, alla fine non ho risposto alla domanda: chi sono. Io sono io, nulla più nulla meno. Senza la presunzione del Marchese del Grillo, ma con la certezza dell’unicità mia come di quella di chi ha la pazienza di leggere il mio sproloquio.

Sono un viaggiatore, uno che ama scorpire, un curioso. Amo scrivere, come forse hai capito. Forse anche troppo. Ma a dire il vero non mi piace raccontarmi così parlando di me. Mi piacerebbe che chi è interessato a sapere qualcosa di più, leggesse qualcosa di me. In quelle righe c’è molto più di Francesco che in altra parte del mondo.

E allora da qui, ricomincio a camminare per un qualche parte che di certo mi regalerà un qualche cosa. Andiamo dunque, e se questa strada anche per pochi minuti è comune, godiamocela come aria fresca in viso.