Uno scialle e via

La Vecchia Malata continua a guardarsi allo specchio. Controlla sotto al braccio la macchia livida che si espande sul costato. Cerca di imparare nuove lingue ma nulla, il tumore si allarga.

Poi guarda in alto, vede che è acconciata bene, che la permanente regge, che i boccoli sono ben allineati dopo una notte intera di bigodini. Ma sì, va tutto bene, sulla macchia ci metto un scialle, di quelli belli, pensa tra sé e sé. Uno di quelli con le frange lunghe, alla spagnola.

Ah no alla spagnola no, che porta male. Alla gitana, allora. Una di quelle danzatrice che vengono dal mediterraneo: alla turca allora.

Ah no alla turca no, che poi ti porti appresso il brutto affaire cipriota. Quelli manco i soldi dal bancomat possono ritirare: che barbarie!

Ecco, allora la Vecchia guarda su, vede se il rimmel è messo, se l’ombretto è dell’azzurro cielo limpido senza nubi e può andare. Ma il fastidio c’è: c’è chi si lamenta.

E allora la Vecchia guarda giù. Poggia i tacchi dei suoi stivali su un azzurro mare. Certo questo azzurro non è sempre così limpido e a volte è striato di rosso. Ma che sarà mai quel rosso. Che poi quel rosso è anche un rosso un po’ nero, e si sa, il rosso che tende al nero è passato di moda tanti anni fa.

Ma si sa, la Vecchia perde colpi e preferisce litigare con quelle sedute accanto a lei. Alla fine meglio prendersela con chi sta a tiro di bastone. Che a prendersela con chi sta troppo meglio poi finisce che ti sfila il bastone di mano e rischi di dare una musata in terra.

E arriva il giorno in cui l’azzurro mare diventa nero fango. I tacchi iniziano a sprofondare. Che si sprofondi pure, penserà la Vecchia Malata, finché arriva ai capelli ben pettinati facciamo in tempo ad alzarti.

Ma poi capisce, la Vecchia, che quel nero fango dove sprofonda è senza fine. Senza fine perché qualcuno l’ha scavato da sotto, svuotato, mentre Lei stava lì a curarsi i boccoli e incipriarsi il naso.

Ed ecco che alla vecchia giunge il sussurro di un tale signor Xi. Ma non era Mr. X? Eh no, il Sig. Xi Jingping è il Presidente della Cina, il Pres. Xi JingPing zitto zitto ci dice:

“La cooperazione tra Africa e Cina è totale,” ha aggiunto Xi, sottolineando che Pechino ha costruito “relazioni amichevoli con tutti i paesi africani, non importa se piccoli o grandi, forti o deboli, ricchi o poveri di risorse, la Cina tratta in egual modo tutti i paesi e porta avanti una cooperazione pragmatica che beneficia entrambe le parti”. Xi ha detto di voler mantenere la sua promessa di inviare nell’arco di tre anni un prestito di 20 miliardi di dollari destinati alle infrastrutture, all’agricoltura e alle imprese. (Internazionale 25.3.2013)

Ma sì, dice la Vecchia, lo facciamo da secoli. Da secoli li compriamo quelli laggiù, che sarà mai? Pensi Sig. X che a volte li abbiamo comprati così tanto che l’abbiamo impacchettati e spediti da un lato all’altro del mare, così con un calcetto. Ma non si fidi, ribadirà la Vecchia, sono infidi questi cosetti liggiù, poi si ribellano proprio quando uno gli regala un po’ di libertà si ribellano questi ingrati.

Eh sì, dice bene Signora, ma a me servono lì, risponderà il Sig. Xi. Mi servono lì, belli e liberi. Anzi le dico Signora mia, che mi servono lì belli, liberi e anche un po’ più ricchi. Ha idea quanti possibili amici che potranno mettere le magliette che produco laggiù?

E poi sa, cara Signora Europa, ho come l’impressione che ultimamente lei non mi stia così bene, sbaglio?

Ma scherza Sig. Xi, uno scialle e via!