Religion-land e Ganesh: ultimo sorso di India-lassi Aug29

Tags

Related Posts

Share This

Religion-land e Ganesh: ultimo sorso di India-lassi

Ed eccomi qui a scrivere l’ultimo articolo in terra indiana di questo viaggio. tranquilli, non vi lasciero’ qui, non appena saro’ a casa iniziero’ a rimuginare, come un ruminante, tutte le sensazioni che ho vissuto qui e vi dedichero’ di certo qualche altro articolo. eravati preoccupati eh? ma poi diciamoci la verita’, non e’ questo forse un buon modo epr far passare piu’ veloci le ore lavorative? se cosi’ e’, perche’ non pensate a fare un fondo, no-profit, ci mancherebbe altro, per mandarmi in giro per il mondo per i prossimi 20 anni? se riuscite ad organizzare una cosa del genere prometto che mi attacco tutti gli adesivi di sponsorizzazione sulla pancia, e di spazio ce ne e’, e mi faccio fare le foto da tutti i locali che incontro. inoltre ogni mattina avreste un mio articolo bello fresco nella vostra casella postale, che ne dite? si puo’ fare? scrivo il numero di conto corrente su cui fare le donazioni?

ok, va bene, smetto di scrivere idiozie e vi racconto un po’ di oggi.

stamattina mi sono svegliato ben presto, ho fatto colazione con le mie due consuete uova fritte e il succo di mango. ma non riuscivo proprio a svegliarmi e quindi sono stato un un po’, nonostante l’autista mi dicesse di andare a guardare i due cani della guesthouse che rincorrevano gli scoiattoli e i pappagalli. poi una cosa strana, la mattina ci sono solo pappagalli, il pomeriggio solo piccioni. un paio di questi sta facendo in questo momento un nido sopra al frigo, peccato non rimanere un’altro paio di giorni per capire se faranno prima i piccioni o la solerzia nella pulizia degli indiani, io un’idea ce l’ho, ma non voglio esser maligno.

insomma, riesco ad alzarmi dalla sedia della colazione e si va, direzione il tempio di Arkshadam, o una cosa del genere, dopo un mese qui mi si iniziano a confondere le idee sui nomi dei templi. allora la guida racconta che questo tempio inaugurato nel 2005 contiene una cosa come 20mila statue. si’, avete capito bene, 20mila. ora ventimila non sono poche e incuriosito come una scimmia decido di andare. gia’ l’impatto e’ davvero strano, no macchina fotografica, no acqua, no borse, no cellulari, no niente. nudo come un pesce entro dentro e lo spettacolo e’ davvero originale. innanzi tutto il tempio e’ anticipato da uno spiazzo per il parcheggio grande almeno quanto quello di ikea, credo che qualsiasi ikea abbia un parcheggio gigantesco. un parcheggio insomma da centro commerciale con tanto di lettere per ritrovare le macchine. dentro ci sono vari edifici ma prima di tutti si va a sbattere contro il centro accoglienza, tipo gardaland, dove ti danno piantina, orari degli spettacoli, orario dei giochi d’acqua delle fontane, orario dei film. insomma, dentro e’ un parco giochi dedicato a questo scisma, almeno credo di aver capito cosi’, dell’induismo. anche qui si predica amore eterno, unita’ in dio, ecc, ecc. anche qui raccontano che per la costruzione del tempio, davvero grande e con davvero 20mila statue, hanno lavorato solo volontari. un po’ come il tempio del loto di ieri. qui pero’ non hai le modelle che ti accolgono, qui hai uomini con la camicia marrone con tanto di logo del tempio. ogni 20 metri c’e’ lo spot con i fotografi per farti la piu’ bella delle fotografie con lo sfondo santo della cupola del tempio. insomma, se vuoi fare tutto, entri gratis e ci stai una gioranta intera ed esci con le tasche vuote. ci sono poi i ristoranti i bar e tutti i generi di necessita’.

mi e’ stato detto, dopo la mia sparata contro i bahai di ieri di essere un pochino meno prevenuto ma davvero non ci riesco. ma vi immaginate centinaia di italiani che si mettono a lavorare gratis per costruire la salerno-reggio calabria? sarebbe un’opera di umanita’ infinita e su tutti gli autogrill potremmo scrivere anche un motto del tipo:”tutti gli uomini sono uguali”, ma non credo che riusciremmo a fare nemmeno il primo km. trandotto, ma a queste sette chi glieli da’ tutti questi soldi per costruire cattedrali enormi dove pochi fedeli, questa ne ha un milione, si riuniscono?

peraltro mi sono anche beccato la benedizione della puja delle 10 e 30, credo la quinta o sesta benedizione in questo viaggio. credo che dovro’ iniziare a temere lord Shiva e combriccola piuttosto che il nostro solitario dio.

bene, uscito da Religion-land, non dopo aver della parabola del coniglio che invita a pranzo l’elefante ma e’ imbarazzato perche’ non sa dove farlo sedere, mi accorgo che sono a corto di ganesh. si ganesh, figlio di? siete stati attenti alle mie lezioni di teologia hindu? comunque, figlio di shiva e parvati, quello con la testa di elefante. il risultato e’ che questo dio panciuto e’ il piu’ simpatico oltre che quello in testa nelle vendite. dove comprare i ganesh? ovviamente nel bazar di old-Delhi.

tra la moschea di old-Delhi e la cia che attraversa la vecchia citta’ si stende a teppeto un labirinto di viuzze, totalmente al buio dove si affacciano migliaia di botteghe. in queste viuzze pero’ si affolla il traffico di tutta la vecchia citta’: uomini con sacchi pesantissimi sulla testa, donne con in mano bambini, riscio’, moto e biciclette, oltre agli indimenticabili individui che emettono solo un suono:”hello sir, where are you from? do you like saree?”, seguito dalla sputacchiata di rossa di betel. alla ricerca di ganesh mi incammino in questo dedalo perdendomi immediatamente. finisco quindi in ordine nel reparto dell’argento, poi in quello delle biciclette, poi in quello immenso dei sari. sbuco infine in quello delle spezie per poi rituffarmi in quello degli animali: galline stipate in gabbia cosi’ strette che sarebbero decisametne piu’ a loro agio dento la confezione del chicken burger di macdonalds. poi il pesce, di forma non riconosciuta. ma dei miei poveri e panciuti ganesh nemmeno l’ombra. in ogni caso perdersi qui mi ha regalato l’ultima boccata dell’india vera. quella che ho conosciuto in questo, sin troppo corto, viaggio, e che ho imparato ad amare. le differenza guardando indietro sono tante e si notano decisamente. i sari hanno colori piu’ eleganti ma soprattutto sono ricchi di luci che li rendono variopinti. ma questa e’ ancora india, qui c’e’ ancora martella un radiatore vecchio per tirarne fuori uno nuovo, chi raccoglie con le mani la spazzatura e al suo passaggio le persone si spostano. questa terra e’ un posto che non ti delude mai tranne quando abbagliato dalle luci dell’occidente cerca di specchiarsi in esso. ma la fine che fa e’ quella di narciso, si cade nello specchio d’acqua e in molti affogano.

dimenticavo quasi di raccontare del mio primo impatto con i film di bollywood. una sola parola: meravigliosi! devo essere sincero che me li immaginavo molto piu’ “pecorecci”. invece il film che ho visto (Singh is Kinng) e’ davvero fatto bene. per capirci, un indiano che viene in italia e si trova al cinema davanti ad uno dei nostri film di natale esce non piu’ tardi dell’intervallo. oremettiamo che sono andato in uno dei cinema bene di Delhi, in galleria che e’ la parte vip della sala. tanto vip che mentre sei seduto passa il cameriere per chiderti se vuoi qualcosa da mangiare. vi dico solo che sono arrivato a cena che volevo morire. in ordine ho ingurgitato una cofana di popcorn e un meraviglioso chicken-hot dog. ma la cosa piu’ sensazionale e’ che, nonostante il film fosse in punjabi, nemmeno in indi, senza sottotitoli ho capito. chiaramente non ho capito i dialoghi ma alla fine sono uscito che non c’erano punti di domanda nella trama. nota di merito per le attrici di Bollywood. speriamo che i nostri calciatori non ne vengano a conoscenza perche’ senno il campionato di calcio piu’ bello del mondo diventa quello dell’uttar pradesh!

sono davvero tante le cose che mi ritornano in mente anche solo di oggi: il ricovero per uccelli dentro il tempio gianista, la totale mancanza di mucche, il ragazzo sul riscio’ a pedali che per la seconda volta in due giorni mi da’ un passaggio. ma tutto ha un tempo perche’ venga raccontato.

ah, i ganesh li ho trovati poi, erano nascosti nel bazar del quartiere bene di new-Delhi. forse stanno li’ perche’ portano fortuna. e a chi dovrebbero portar fortuna? se stanno li’ un motivo ci sara’, forse la fortuna serve piu’ a noi che torniamo a casa.

vado a fare lo zaino che domani alle sei mr. punjab accendera’ il motore della sua Tata-mobil direzione roma. ma io sto tranquillo, ho tre ganesh nello zaino!

namaste’ gente, namaste’ india!