30 Maggio May30

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30 Maggio

Ero piccolo.

Avevo 9 anni.

Era il 30 maggio 1984.

La Roma non aveva la maglietta rossa che avevo avuto modo di amare con mio padre allo stadio. Erano gli altri ad avere la maglietta rossa.

Ed è strano. Siamo negli anni ’80, e chi sta in casa porta la maglietta rossa, pensavo a 9 anni. Non capivo perchè gli altri, quelli lì, ci avessero rubato il nostro colore.

Ma non è di quel “dramma” calcistico di cui voglio scrivere.

Qualche tempo fa ho avuto modo di vedere 11 metri e apprezzare, in età adulto, uno dei più grandi Capitani della storia della Roma: Ago.

Il calcio è fatto di miti, di figure che escono dal campo e diventano esempi. Uomini che tirando calci ad un pallone riescono a farsi conoscere.

Ago era così.

Parlava poco, tirava forte e correva a testa alta come diceva sempre il Barone. Ago fu sacrificato dalla Roma per motivi di bilancio ma rimase ed è ancora una bandiera della Roma.

Avevo 19 anni.

Era il 30 maggio 1994.

Forse ero ancora piccolo perchè ho il ricordo della notizia. Non ho il ricordo della tristezza. Non capii forse che perdere una bandiera, qualcuno che rappresenta una cosa che ami, è come perdere un pezzo di te stesso.

Ho 36 anni.

E’ il 30 maggio 2012.

Solo oggi riesco a rendere omaggio ad un immenso calciatore, ad un grandissimo Capitano della Roma, ad un uomo: Ago.