365 giorni da fare e dire Dec21

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365 giorni da fare e dire

365, a dire il vero 366, visto che il 2012 è bisestile, anche se il 365 rende maggiormente l’idea di un anno. Bene, mancano 365 giorni, licenza poetica, alla fine del mondo. Accettiamo per un momento, oltre quelli passati a vedere Giacobbo, che tutto sia vero. Tra un anno, terremoti, smottamenti, maree e marziani incazzati che scendono a menarci come in Indipendence Day, visto che non molti hanno visto World Invasion, metteranno fine alla nostra amata/odiata era.

E’ quindi il momento di organizzarci per trovarci preparati all’appuntamento. Questa mattina, venendo in scooter a lavoro, uno dei momenti di massima creatività che ho durante la giornata, ho pensato a come ci si deve preparare.

Innanzi tutto si deve leggere un libro che si ha la certezze che si possa finire entro il 20 dicembre all’ora di pranzo, fosse mai che si sbagliano di una mezza giornata. Immaginate che rodimento “vivere” la fine del mondo e non sapere che fine fa Tom Sawyer, o chi per lui? Stesso discorso vale per le serie TV. Si inizino solo quelle che hanno le serie complete e non imbarcarsi in quelle nuove.

Passiamo alle cose serie: le cose non dette. Quello che si deve per davvero fare è dire le cose che ci siamo tenuti dentro per mille e mille motivi. Ma intendo sia quelle belle, sia quelle brutte. Istintivamente mi viene da pensare a parole che in passato, molto in passato a dire il vero, non ho detto per timidezza: la ragazzina delle medie che ti piaceva tanto, il giornalaio a cui hai fregato un fumetto, il compagno di scuola a cui hai fatto uno scherzo. Poi ci sono i vaffanculo. Ma quelli belli. Quelli urlati in faccia con la vena del collo gonfia. Quelli che ti sei tenuto dentro per mesi, se non anni e finalmente ti avvicini al lui/lei e glielo urli con tutto il cuore e con l’effetto fon in faccia. Sì, davvero soddisfacente! Non aggiungo qui i “ti voglio bene” non detti che mi sembrano solo un colpo melodrammatico a sfondo letterario.

Poi ci sono le cose non fatte. Non abbiamo ancora fatto un viaggio rimandandolo di anno in anno. Non siamo mai andati a magiare a casa di quell’amico per vedere casa nuova. Le scarpe che costano troppo. L’iPhone. Insomma, togliamoci lo sfizio.

Abbiamo 365 giorni. Se facessimo una cosa al giorno, una piccola cosa al giorno potremmo arrivare al 21 dicembre prossimo con un grosso “sticazzi” stampato in viso. Finisci pure, tanto io quello che dovevo fare l’ho fatto.

E se non finisce? Come è probabile che sia…

Beh, se non finisce abbiamo imparato a vivere. A fare ciò che ci va perché quella che stiamo vivendo non è che l’unica vita che ci è stata data e queste non sono mica le prove generali.

Amen.