Una settimana prima… Dec19

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Una settimana prima…

La stanza nello studio, o meglio il letto nello studio prima di partire si copre di sacchi, sacchetti, bisacce, coltelli e posate. Se penso ai viaggi è questa è l’immagine prima di partire. Il secondo passaggio è le prese accanto al letto che iniziano a brulicare come un termitaio. Si caricano le batterie della macchina fotografica, l’ipod. Si comprano batterie e penne. Moleskine e lacci. Sembra che quando si parte, o almeno quando parto io, mi saranno necessarie cose che in 36 anni di vita italiana non ho mai usato, e detto tra noi, nei prossimi 36, se Ganesh vuole regalarmeli, mai userò.

Poi c’è il passo successivo, quello di stasera o domani al massimo: le magliette e i pantaloni. E’ una specie di rito. Ed io che sono un fottuto abitudinario lo seguo come se fosse la Via Crucis. All’ultimo, per ovvi motivi organizzativi, appaiono le mutande, i calzini. Il podio dell’ultimo arrivato è dedicato allo spazzolino. Anche qui, parto per due settimane e mi porto dietro il dentifricio che a casa mi dura un mese e mezzo.

Chissà cosa mi spinge a fare così.

Come se poi dove vado, difficile che sia, non si lavano i denti, non hanno prese elettriche o cose simili. Ma si è così: è anche bello avere la sfida con se stessi e dire, stavolta ho tutto partendo però da casa con la sensazione, guai se non fosse così, che qualcosa mi son dimenticato.

Poi arriva il giorno prima e ti ricordi che qualcosa hai dimenticato, ma non sai cosa. E allora mi dico: ma sì, alla fine lo trovo lì e chissenefotte!!

Poi si parte, non senza il “non correre”.

Ecco di tutto questo sono felice perchè sta per accadere.  E qualcosa, il letto pieno di tutto, già è accaduto.