Silenzio c’è The Artist Dec12

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Silenzio c’è The Artist

Cosa c’è di più raro del silenzio? Quando ci capita di andare in montagna o in un posto totalmente isolato ci accorgiamo come un rumore che all’improvviso c’è il silenzio. E’ che il silenzio, come il nulla è qualcosa di intangibile. Come quando abbiamo un continuo ronzio di sottofondo e ci accorgiamo della sua presenza solo nel momento in cui questo cessa di essere.

Ed ecco che Hazanavicius azzarda qualcosa di davvero rivoluzionario: nell’epoca del 3D, nell’era dei colossal e nell’era di Checco Zalone (e credo davvero di aver detto tutto), The Artist è un piccolo gioiello di guardare con discrezione. Verrebbe quasi da chiedere al box office il biglietto un po’ sottovoce, quasi a non far sapere il piccolo segreto.

Non voglio scrivere una critica al film, ce ne sono già di bellissime e molto più autorevoli tra giornali e rete. Quello che consiglio è l’esperienza che si vive andando a vedere The Artist: accorgersi che è un film muto solo al primo cartello. Sino a quel momento davvero non si ha la percezione che manchi qualcosa. Durante la visione, molto spesso viene il dubbio che il sonoro non serva realmente per raccontare una storia. Sembra assurdo ma davvero è questa la sensazione.

Non vado oltre perché non mi piace raccontare un film, vorrei però che si facesse come diceva Ettore Petrolini: “Se lo spettacolo vi è piaciuto ditelo a tutti, ma se non vi è piaciuto non lo dite a nessuno, mica volete essere gli unici ad essere fregati?!”

E son certo che in molti diranno agli amici di andare a vedere The Artist.