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Il fiume arancione e il fiume sacro.

“questo e’ il mese sacro di Lord Shiva Mr. Francesco”, vanno ripetendomi da giorni in risposta l mio sguardo confuso quando vedi milgiaia di persone totalemente avvolte in abiti arancioni. tutto e’ arancione, anche una maglietta della nazionale olandese va bene per rendere onore a Lord Shiva o a qualcuna delle sue reincarnazioni.

si’, in effetti non e’ molto chiara la situazione delle reincarnazione degli dei di questa folle cosmogonia. ci sono dei che sono anche dee, ci sono mogli che sono figli, figli che sono mariti e che vengono decapitati dai padri i quali penitenti gli montano su una testa di elefante. poi gli dei a con il volto di scimmia, quelli neri come la pece, quelli con la pelle azzurra o quelli che vengono rappresentati come un fallo perche’ dei della reincarnazione ma che a loro volta sono quelli della distruzione. tutto chiaro vero? ecco, se considerate che tutto questo vi viene spiegato in un ingl-indiano con i rumori dei clacson di sottofondo  e delle persone che spingono per porgere un fiore all’idolo di turno, potete immaginare quanto abbia capito io di questo politeismo. e pensare che mi era un po oscuro il significato della trinita’ e dello spirito santo, bazzecole a confronto.

avevo interrotto il raccondo nella citta’ dell’illuminazione del principe siddharta. non vi avevo pero’ raccontato che nonostante i ferocissimi divieti di raccogliere le foglie dell’albero, una gentile fogliolina mi e’ caduta addosso mentre stavo riposando alla sua ombra. “porta bene signor francesco”, e se porta bene vuoi lasciarla appassire li’ per terra? il tempio dedicato all’illuminazione e’ davvero grandioso. uno stupa gigantesco con una calma incredibile che cresce alle sue pendici. monaci arancioni, tutti rigorosamente buddhisti, pregano e meditano innalzando suoni di campane e om che si confondono con il rumore che giunge da fuori le mura. a questi si aggiungono gli hindu, il buddha non e’ che una reincarnazione di una loro divinita’. allora ti viene da pensare quanto due religioni cosi’ connesse siano riuscite ad andare d’accordo trovando un punto in comune e quanto altre due, il cristianesimo e la religione ebraica si siano amazzate per aver ragione. non bastava forse ad una delle due accettare qualcosa come hanno fatto gli hindu con siddharta? ma in fin dei conti non credo possa interessare molto questa discussione teologica.

bodhgaya e’ piccola e il giorno dopo gi’ ci aspetta il treno per Khasny, benares, varanasi. gia’, proprio cosi’, una citta’ con tre nomi ma un’identita’ ben precisa: la citta’ si Lord Shiva. forse lo avevo detto anche nella mail precedente, ma qui si viene a morire per interrompere i sette gradi della reincarnazione. tradotto: su questa terra non si sta un granche’, quasi quasi conviene prendere la scorciatoia per il nirvana.

scendere dal treno e’ un pungo che colpisce in pieno volto. tutta la stazione e’ arancione. un fiume arancione. un fiume di persone che dormono, mangiano, sonnecchiano, parlano sdraiate per terra in attesa di un qualcosa. in mezzo a queste si fanno strada agili come felini bufali e mucche. entrano nella stazione in cerca di qualcosa da mangiare. ma se a tutto si strilla e si urla perche’ faccia strada, ala mucca non si dice nulla e la si guarda mentre fa i suoi comodi con i tempi che lei stessa decide. e se la mucca ti parcheggia davanti? retromarcia tu e i 100 dietro di te per evitare il sacro bovino.

entra in scena un personaggio che ha riempito la giornata di oggi> Ravi, o meglio, Mr. Ravi. panciuto indiano con naso ricurvo la sua occupazione e’: tutto. lui fa tutto, gestisce un ristornante, un hotel, 7 taxi, 8 tour operator in india, insomma, un cazzaro-tuttofare. ma cosa meglio che affidarsi ad un cazzaro-tuttofare? niente di meglio. con la scoppiettante Tata-mobile mi scarrozza per i vicoli trafficatissimi di varanasi per  templi, i classici negozi di sete e le universita’ con un paio di motti che hanno chiarito e di molto lo stile di vita qui. li lascio in inglese perche’ tradotti sarebbero pessimi:

1. to drive in india you need good horn, good brake and good luck!

2. here in india we don’t drive, we just play videogame in the road!

ma e’ simpatico Mr. Ravi e gli si permette di tutto.

ma varanasi non e’ questa, varanasi e’ il gange, la grande madre che ogni giorno soffoca sempre di piu’. tutto e’ fermo attorno al fiume, non si mangia carne nei ristoranti accanto al gange, non si vende birra li’. quella e’ la terra di Lord Shiva e come tale deve essere rispettato. questo e’ l’appuntamento di questa sera: barca per spiare silenzioso le puje serali mentre gli ultimi carboni ardono sui gat delle cremazioni.

ora purtroppo il mio tempo e’ finito ma conto di raccontare domani con molte piu’ emozioni. il telefono di mr. ravi ha gracchiato nel io orecchio, deve andare, dobbiamo andare a salutare la grande madre che scorre sacra accanto al fiume arancione degli uomini che si affannano a raggiungere la sua purezza decisamente non visibile.

Namaste’!