Mario Monti, uno di noi!

È divertente stare a sentire le persone per strada, quelle che fino a 5 minuti prima litigavano se Totti dovesse giocare al posto di Lamela, vederle parlare con la stessa passione di patrimoniale, d’europa e di default.
Noi questo siamo: una tifoseria.
Ed ora siamo tutti contenti di Mario Monti. Eh sì, quello che stava in Europa, dicono i più. Ma anche Gigetto, er porchettaro di Ariccia, stava e sta in Europa. Con tutto rispetto per Gigetto, ben inteso.
E quanto manca prima che ci stanchiamo di Monti?
Perché, tra tutte le immense mancanze di quello prima (che vorrei non nominare più, come Voldemort), non c’era quella che ci faceva annoiare.
Il grande rischio è che l’uomo forte vestito da persona mite che tutti accogliamo sorridendo al grido “Ora questo ce fa un culo così”, accompagnato da gesto apotropaico, possa portarci a noia. Nemmeno una velina nel letto, nemmeno un piccolo conflitto di interessi.
Già a scriverlo mi sto annoiando.
A noi, alla tifoseria intendo, delle tasse, del governo, dell’Europa o altro non ce ne frega nulla. A noi frega se Sarkò ci ride in faccia, perché dalla Curva possiamo urlargli in faccia “Bastardo!”
È un’analisi triste? Ma no, noi siamo questi con tutti i pregi e i nostri difetti.
Accettiamoci per quel che siamo e per una volta, seguitiamo a parlare di Totti, di Calciopoli e se Clooney è gay e la storia con la Canalis era una copertura.
Insomma, per una volta, facciamoci i fatti nostri, quelli di cui tutti sappiamo parlare.