Avanti il prossimo!

Per chi è appassionato di fumetti o videogames, tutto quello che sta accadendo non sembra una cosa così strana. Insomma, è abbastanza normale avere un cattivo-super-cattivo, un boss alla fine del livello e una volta abbattuti questi ecco arrivare un nuovo cattivo-super-super-cattivo e un nuovo boss da affrontare. Sta di fatto che, senza buonismi e sentimenti naiv, qui si parla di persone vere.

Di certo sembra che si giochi al “Giustiziere Mondiale” andando a cercare il cattivo di turno da abbattere. Il commissario Gordon accende il faro ed ecco arrivare dal buio Batman che invece di malmenare il cattivo, gli scarica addosso qualche tonnellata di esplosivo. Ben intesi, qui si parla di esplosivi intelligenti, quelli insomma che quando incontrano un civile dicono:”tranquillo, non esplodo, io becco solo i cattivi”.

Tanti anni fa ricordo uno stralunato Emilio Fede dare per primo la notizia dei bombardamenti su Bagdad: strisce verdi su sfondo nero che tanto di aurora boreale avevano l’aspetto, ma che dopo so è capito erano ben differenti. Poi è arrivato Milosevic, bombe a raffica sul Kosovo, sulla Serbia e via anche lui. Poi cadono le torri e si va a cercare un barbuto in dialisi nascosto in una grotta incastrata tra i monti dell’Afghnistan. E via anche i talebani che tanto avevano aiutato Rambo nella sua personalissima guerra contro i russi. E poi si ritorna dal baffuto di Babilonia, che come nei migliori film di Bud Spencer, ogni tanto si torna lì a gonfiare la facciona paffuta. Stavolta perà a lui la staccano proprio la facciona.

E quindi? E con chi ce la prendiamo ora? Quello in dialisi appare sempre meno. Ci siamo quasi dimenticati di chiederci se è vivo. Ah sì, potermmo andare menare un barbuto persiano che intanto si costruisce una bombetta. Eh no, quello è troppo incazzoso. Insomma, lì, più che da altre parti rischiamo di prenderle le botte. E allora lasciamolo lì, magari lo fanno fuori prima che ci pensiamo noi.

E il Bahrein? Ma che ce frega se l’Arabia l’invade. In fin dei conti mica ci sono troppi che si lamenteranno per il Bahrein, ma poi dove sta il Barhein? Chissenfrega!

Ed ecco che tocca a lui: il vero e unico inventore del “bunga-bunga”. Questo simpatico signorotto che ha fatto tutto quello che voleva dentro e fuori il proprio Paese per qualche decennio all’improvviso si è scoperto essere un dittatore terribile e sanguinario. Ben inteso, se obbliga Gaucci a far giocare il figlio nel Perugia va bene, ancora meglio se ha una fetta importante della Juventus o figuriamo quanto bene se accende le lampadine di metà Italia con il suo petrolio: peraltro, la Libia non era “uno scatolone di sabbia”?

Bene, all’improvviso, l’accampato in Villa Borghese con lo stuolo di amazzoni diventa improvvisamente sanguinario, ma soprattutto un tiranno. Ma come tiranno? Ma non avevamo un “patto di amicizia”?

Che poi queste “amicizie” tendenzialmente portano anche un pochino male a chi le stringe? Non era nato come “patto di amicizia” qualcosa che poi è divenuto “d’acciaio”? Ma vabbè, questa è un’altra storia, anche se il rischio del medesimo finale è altissimo.

E quindi “il prossimo” sembra essere il Colonnello. Ben inteso, qui non si parla di un puro che non ha commesso crimini e tantomeno ha intenzione di interrompere il suo operato. Di certo sarebbe da porci la domanda del perchè tanta solerzia nel bombardare Tripoli e Bengasi? E come mai monsieur le President non pensa a Tunisi? Forse che di tunisini in Francia ce ne sono troppi e che è un Paese più legato alla ville des lumières? E noi gli molliamo le basi. Ma no, gli aerei no. Perchè pare  brutto bombardare chi era amico, ma farlo bombardare da casa nostra, in fin dei conti è un pochino meno brutto: che meraviglia di ipocrisia italica!

Ma la Nato ordina e tutti eseguono. Tutti? Beh tutti quelli che ci sono dentro. Ma la Russia non era nella Nato? E la Germania? Eh no, loro dicono no e non intervengono. Noi diciamo “ni” e interveniamo a metà. Scelta saggia direi: così se qualcuno se la vuole prendere con noi, lo farà con moderazione. Abbiamo detto “ni”, mica “sì”!

Ok, mi direte voi: “ma tu che avresti fatto?” Forse era il caso di intervenire prima, se proprio bisognava intervenire. Forse non era il caso di vedere come andava a finire la partita per poi dire:”no, non mi piace chi ha vinto”.

Ma ora poco cìè da fare o discutere, l'”Avanti il prossimo” è scattato ed ora tocca al Colonnello. Ma davvero era il primo della fila? Davvero non ci sono casi più spinosi da risolvere che per ragioni di stati vengono nascoste o minimizzate?

Sì, è così, ma tanto decidono loro e per nostra sciagura noi ci accodiamo!