Money for network Feb11

Tags

Related Posts

Share This

Money for network

…che non è la celebre canzone dei Dire Straits. In realtà è una cosa che penso da parecchio tempo. Senza dubbio anche perchè da questo traggo i miei, non troppi ben inteso, profitti.

In qualsiasi momento della giornata ci si mette davanti alla tv, si apre una pagina internet, si apre un giornale c’è sempre qualcuno, con il sottotitolo affascinantissimo “blogger”, “esperto social media marketing”, o altro, che ci spiega cosa sia Facebook, cosa sia la rete o cos sia cosa diavolo vuole. Poi accanto,  di solito c’è il talent di turno che ci dice:” Hey, io sono impazzito per Twitter!”

Poi c’è chi come me, vive letteralmente appiccato come una mosca al vetro al pc e come prima cosa che fa? Semplice semplice: google+nome di chi parla. E che ne esce? Provateci, divertitevi anche voi a vedere. L’attore ha scritto 8 Tweet in totale, tendenzialemente dicendo cagate, e il super-esperto-nativo-digitale ha il classico blog su: come-si-fanno-i-soldi-in-rete, oppure, we-2.0-social-media-marketing, oppure, web-consultant. Bene, ammetto di essere fortemente invidioso di tutto questo, perchè non saprei che scrivere. Non nego, ben inteso successi incredidibili a questi blog, ma mi domando: possibile che l’unica via è che i blogger di successo siano solo narratori di se stessi? Per chi di comunicazione ne capisce direi: una metanotizia continua. Ma sono dei geni eh, anche qui ben inteso. Insomma, loro parlano della rete, scrivono dove va la rete, che viene deciso da loro stessi, in pratica parlano di se stessi.

Sono stato contorto? In effetti, sì!

Quello che mi stupisce è che in realtà non spiegano nulla, ma descrivono. Non inventano, non fanno notizia, ma leggono e dicono quello che gli altri fanno.

E quindi? Ah, quindi proprio non lo so.

Chi mi conosce lo sa, chi mi conosce non lo sa ma lo dico. Per lavoro faccio questo: vivo in rete. Bene, ma non sono uno che racconta la rete, sono uno che la rete la usa e la viva. Mi piacerebbe  non lavorarci e raccontarla e basta, ma è come passare un giorno guardando Piazza della Balduina e poi venire qui e dire: ma sapete che a piazza della Balduina c’è un bar e la gente, udite udite, prende il caffè?! Incredibile vero?!

E allora sei davanti alla TV, senti il blogger e ti dice: la rete, i social network sono condivisione. E vabbè, hai capito che notizia? E mi fate capire perchè un blogger che non fa nulla per informare o dare di più alla rete stessa, non intendo al mondo perchè non sono così idealista, passa alla cassa a fine giornata e ritira la sua pagnotta quotidiana?

Ripeto, la mia è invidia totale!!

Non so dove voglio parare con questo post, so di certo il motivo per cui l’ho scritto. Non sopporto la moda di parlare della rete, parlando in pratica di se stessi, raccontando ad altri quello che tutto il giorno fanno senza che nessuno glielo spieghi: condividere filmati, pubblicare foto, scrivere uno status, ecc, ecc, ecc.

Per tornare al titolo del post è che ho la netta impressione che ci sia di base una moda di raccontare fumosamente e bene di nicchie, di social media e di altre oscure parole. Mi piacerebbe tanto sapere se poi davanti alla pratica di una delle tante cose che raccontano sarebbero capace di mettere in piedi una campagna, un timeplan o una qualsiasi cosa possa essere vicino a tutto quello che raccontano.

E io sono qui, non racconto come si fa la rete, nè cosa fanno gli altri in rete, nè tantomeno come fare i soldi in rete. Di certo si dovrebbe pensare che ad ogni click su uno di questi stramaledettissimi blog para-web-comunicativi i soldi non si imparano a fare, ma si mandano dritti dritti nel conto corrente del geniale proprietario del blog di turno.

E se poi, qualcuno di questi, vuole contestare tutto ciò, io sono qui. Ascolto e con grande piacere metto alla prova!