Life 2.0 Nov11

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Life 2.0

Ma quanto va di moda il 2.0? Un pò su tutto siamo al 2.0, perchè il normale 1.0 è vecchio, obsoleto, paludato, capelli bianchi e tanta tanta noia. E allora tutti a tuffarci nel 2.0. E’ una moda? Sicuramente lo è. E’ una necessità? Lo è se non vuoi sentir parlare a cena i tuoi amici di cose che non conosci. E’ il futuro? No, è già un passato. Detto questo la vita 2.0 è di sicuro un presente che, si voglia o no, tutti i giorni, tutti noi ci troviamo ad affrontare. Con che armi? La realtà è che si dovrebbe affrontare con le stesse con le quali si affronta qualsiasi cosa reale. Quello che accade invece è che si affronta tutto questo con finzione, ipocrisia e grandissima curiosità. Si spiano foto e profili, ci si impiccia degli status sentimantali e di partecipa alle feste solo per capitare in una foto che ci ha immortalato accanto a qualcuno che “davvero conta”.

Avete mai fatto caso quanto sia cambiata la vita nei locali o nelle feste private? A vostra memoria, 4 o 5 anni fa c’erano tutti quei flash a cristallizzare momenti di divertimento? E davvero servono a ricordare? Non servono invece solo a dimostrare?

Facebook per popolazione è la terza nazione al mondo. 500milioni di utenti che bramano dalla voglia di raccontare di sè a perfetti sconosciuti. Non è forse questo il sintomo di un’alienazione totale? No, a mio parere no. Stiamo semplicemente rendendo più veloci gli scambi. Si diceva lo stesso della radio, della televisione, poi del cellulare ed infine di internet. I media rendono più veloce il tutto. E se per una volta i media sono a disposizione di tutti, questo non può e non deve essere un problema.

Questa è la moda che si affianca all’esaltazione del social network: la sua demonizzazione. E allora i ragazzi della Rivoluzione Verde in Iran? E perchè in quel caso Twitter è diventato uno strumento positivo? Tutto è sia nero che bianco. Non può essere che un mezzo sia una volta demoniaco e una volta angelico. Ma è proprio questo il punto: non sono altro che mezzi. E come tale di prestano al nostro utilizzo. Sono scatole vuote e siamo solo noi a riempirle di ciò che vogliamo. E se questi sono i contenuti che ci mettiamo dentro, vuol dire che questo è il mondo, la società o come diavolo volete chiamarla voi.

Sono cresciuto con i robot, poi i robot erano violenti (e Tom e Jerry no?), allora sono arrivati i cartoni amorosi giapponesi, poi Amici di Maria de Filippi che dà un pessimo esempio al mondo, poi Romanzo Criminale che esalta tutte le baby-gang del mondo. Poi arriva X-Factor che indica una scorciatoia verso il rutilante mondo dello spettacolo. Che palle! Non può essere che qualsiasi cosa è negativa e devasta le menti. Noi siamo questi, molto ci sbatte addosso, ma siamo sempre noi a decidere cosa ci interessa.

E allora basta demonizzazione che forse una vita come questa del video qui sotto non è poi così male:

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